Avvinghiati stretti (MA inspired)

È inutile darsi o attribuirsi troppa importanza personale, sia nella vita privata ma tanto più negli aspetti professionali dell’ esistenza; figurarsi nella sfera virtuale.

Oggi ci siamo e domani non ci siamo più, volando via leggermente o atterrando su un diverso piano dell’ esistenza: difficilmente il nostro prossimo si chiederà che fine abbiamo fatto e, tanto meno, verrà a cercarci.

In un mondo tutto concentrato sulla soddisfazione dell’ego, è sempre più difficile creare relazioni autentiche.

L’ unica via di “salvezza” è nella qualità dei rapporti, che è sempre inversamente proporzionale alla quantità degli stessi.

E alla levità con la quale affrontiamo i nostri voli.

Ti amo non per chi sei ma per chi sono io quando sono con te.

(G. G. Marquez)

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Haiku & Altro

Haiku (76.2016)

Candide ali

Sfiorano le corolle

Trasformazione!

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Ciò che noi chiamiamo morte non è che la dolorsa metamorfosi. La nostra incarnazione presente è progressiva, preparatoria, temporanea. L’ incarnazione futura è perfezionata, ultima, immortale. La vita ultima è lo scopo supremo.

(E. A. Poe)

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Pholcidae

Tutto ciò che è abituale intesse intorno a noi una rete di ragnatele che diventa sempre più salda; e ben tosto ci accorgiamo che i fili sono divenuti corde e che noi stessi vi stiamo in mezzo come un ragno che vi si sia impigliato e che debba nutrirsi del suo stesso sangue. Perciò lo spirito libero odia tutte le abitudini e regole, tutto ciò che è durevole e definitivo, perciò lacera sempre di nuovo, con dolore, la rete intorno a sé: benché in conseguenza di ciò sia destinato a soffrire numerose, piccole e grandi ferite – giacché quei fili egli li deve strappare da sé, dal proprio corpo, dalla propria anima. Egli deve imparare ad amare là dove prima odiava, e viceversa.
(F. Nietzsche)

ilmagodiozblog

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Respiro

Il respiro può essere corto e allora fai fatica, cerchi di catturare tutto l’ossigeno che puoi ma più inspiri e più ti manca, come il tempo…

Il respiro può essere lungo ed è sinonimo di pace, come se tutta l’ aria ti appartenesse ed il mondo stesse aspettando te, che sei avvolto in una bolla di lentezza capace di dilatare tempo, spazio e tutte le dimensioni. Tutti ti aspettano e i tuoi polmoni hanno una capacità infinita… l’ esistenza ti appartiene…

Il respiro può essere affannoso e, allora forse ti stai portando un carico troppo pesante che ti opprime la schiena e la cassa toracica. Ma tieni duro sperando che la prossima sosta arrivi presto…

Il respiro può essere rilassato come quando stai per addormentarti dopo una giornata piacevole e, allora, l’ atto di prendere e dare aria non è più solo un movimento meccanico ma diventa uno stato di coscienza… senti il tuo corpo che si modula sull’ aria…

Il respiro produce dei vortici e degli sbuffi che ci mandano su e giù, a seconda di quanto pesa l’atmosfera sopra noi e di quanto riusciamo a saltellare nella vita quotidiana.

Io oggi, dopo 35 minuti di ritardo del treno, su un tragitto di 50 ho il fiato cortissimo: manca aria, manca tempo, manca tutto quello che veramente serve.

E allora rimango li sospesa come un palloncino trattenendo il respiro. Aspetto di salire nel blu o di fare “bum” e tornare, tra mille coriandoli, ad essere inconsistente aria mischiata ad altra aria.

Dal momento della nascita a quello della morte respiriamo continuamente. Fra questi due punti tutto cambia. Nulla rimane uguale: tra la nascita e la morte il respiro è l’unica cosa costante. Il bambino diventerà giovane; il giovane diventerà vecchio. Si ammalerà, il suo corpo diventerà brutto, malato – tutto cambierà. Sarà felice, infelice, sofferente: tutto continuerà a cambiare. Ma qualsiasi cosa succeda tra questi due punti, bisogna respirare. Felici o infelici, giovani o vecchi, persone di successo o falliti, qualunque cosa voi siate, non è importante. Una cosa è certa: tra questi due punti della nascita e della morte dovrete respirare.
Il respirare è un flusso continuo; nessun intervallo è possibile. Se anche per un solo istante vi dimenticate di respirare, non esisterete più. Ecco perché non è necessario che voi respiriate – sarebbe difficile. Qualcuno potrebbe dimenticarsi di respirare per un solo istante e allora non ci sarebbe più nulla da fare. Perciò, in realtà, voi non respirate, perché voi non siete necessari. Siete profondamente addormentati, e il respiro continua; siete incoscienti, e il respiro continua; siete in coma profondo, e il respiro continua. Voi non siete necessari: la respirazione è qualcosa che continua malgrado voi. È uno dei fattori costanti della vostra personalità – questa è la prima cosa. È qualcosa di molto essenziale e fondamentale per la vita – questa è la seconda cosa. Non potete essere vivi senza respiro, perciò respiro e vita sono diventati sinonimi. Il respiro è il meccanismo della vita, e la vita è profondamente connessa con il respiro.

(Osho)

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