Respiro

Il respiro può essere corto e allora fai fatica, cerchi di catturare tutto l’ossigeno che puoi ma più inspiri e più ti manca, come il tempo…

Il respiro può essere lungo ed è sinonimo di pace, come se tutta l’ aria ti appartenesse ed il mondo stesse aspettando te, che sei avvolto in una bolla di lentezza capace di dilatare tempo, spazio e tutte le dimensioni. Tutti ti aspettano e i tuoi polmoni hanno una capacità infinita… l’ esistenza ti appartiene…

Il respiro può essere affannoso e, allora forse ti stai portando un carico troppo pesante che ti opprime la schiena e la cassa toracica. Ma tieni duro sperando che la prossima sosta arrivi presto…

Il respiro può essere rilassato come quando stai per addormentarti dopo una giornata piacevole e, allora, l’ atto di prendere e dare aria non è più solo un movimento meccanico ma diventa uno stato di coscienza… senti il tuo corpo che si modula sull’ aria…

Il respiro produce dei vortici e degli sbuffi che ci mandano su e giù, a seconda di quanto pesa l’atmosfera sopra noi e di quanto riusciamo a saltellare nella vita quotidiana.

Io oggi, dopo 35 minuti di ritardo del treno, su un tragitto di 50 ho il fiato cortissimo: manca aria, manca tempo, manca tutto quello che veramente serve.

E allora rimango li sospesa come un palloncino trattenendo il respiro. Aspetto di salire nel blu o di fare “bum” e tornare, tra mille coriandoli, ad essere inconsistente aria mischiata ad altra aria.

Dal momento della nascita a quello della morte respiriamo continuamente. Fra questi due punti tutto cambia. Nulla rimane uguale: tra la nascita e la morte il respiro è l’unica cosa costante. Il bambino diventerà giovane; il giovane diventerà vecchio. Si ammalerà, il suo corpo diventerà brutto, malato – tutto cambierà. Sarà felice, infelice, sofferente: tutto continuerà a cambiare. Ma qualsiasi cosa succeda tra questi due punti, bisogna respirare. Felici o infelici, giovani o vecchi, persone di successo o falliti, qualunque cosa voi siate, non è importante. Una cosa è certa: tra questi due punti della nascita e della morte dovrete respirare.
Il respirare è un flusso continuo; nessun intervallo è possibile. Se anche per un solo istante vi dimenticate di respirare, non esisterete più. Ecco perché non è necessario che voi respiriate – sarebbe difficile. Qualcuno potrebbe dimenticarsi di respirare per un solo istante e allora non ci sarebbe più nulla da fare. Perciò, in realtà, voi non respirate, perché voi non siete necessari. Siete profondamente addormentati, e il respiro continua; siete incoscienti, e il respiro continua; siete in coma profondo, e il respiro continua. Voi non siete necessari: la respirazione è qualcosa che continua malgrado voi. È uno dei fattori costanti della vostra personalità – questa è la prima cosa. È qualcosa di molto essenziale e fondamentale per la vita – questa è la seconda cosa. Non potete essere vivi senza respiro, perciò respiro e vita sono diventati sinonimi. Il respiro è il meccanismo della vita, e la vita è profondamente connessa con il respiro.

(Osho)

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4 Replies to “Respiro”

  1. Foto davvero enormemente evocativa e ciò che hai scritto è insieme drammatico ed emozionante…
    Non ci soffermiamo quasi mai a pensare a quanto sia fondamentale respirare, lo consideriamo un gesto scontato e normale, ma il respiro dice molto di noi, della nostra vita, dei nostri sentimenti.
    Splendide parole e meravigliosa anche la foto!

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