Se son margherite…

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Maggio è il mese dei matrimoni, ma ora è giugno e continua ad essere stagione di matrimoni.

Abito e lista nozze. Prove e prove e prove per un abito che verrà indossato un giorno.

Io capisco che il viaggio in treno sia il momento migliore per incrociare le agende e fissare le date per la prova finale dell’ abito, ma è almeno il terzo viaggio che la futura colomba mi aggiorna sullo status dell’ outfit, tanto che ne conosco quasi a memoria le rouches…  ma neanche il mio AD ha un agenda cosi complicata e fitta tale da dover negoziare gli appuntamenti…

Se vi amate perché non farvi bastare un paio di jeans o un abito non dico qualunque ma “normale”? Ti prego… basta con “la sindrome di Diana Spencer” ad ammorbare tutta la carrozza… Io ho due matrimoni chiusi, quello di fronte butterebbe sua moglie nel fiume Seveso e lo sfigato davanti non riesce ad impalmare nessuno. Ci conosciamo tutti e a nessuno importa nulla dell’ abito per il giorno più bello della tua vita.

Condividiamo una frazione di spaziotempo, e pure forzatamente perché l’ abitudine al solito posto è più forte della noia alle tue chiacchiere… un susseguirsi di suoni lanciati ad alta voce contro i finestrini del treno.

La lista nozze… Non ce ne importa nulla se quella stronza della zia Luisa non ti ha regalato i calici di cristallo Baccarat che tanto ti piacevano. Li ho anch’ io e li ho usati solo due volte, per finire a trascorrere il tempo della cena in trepida attesa che finisse e poterli cosi riporre sani e salvi. Ed ora son lì che li devo pulire ogni tanto.

Andiamo oltre… perché ti occorre un wedding planner, cioè uno che organizza l’ evento e fa in modo che tutti si armonizzino? Già…, sufficiente che lo facciano quel giorno, poi per il resto della vita possono pure prendersi a coltelli nella schiena che non fa nulla.

Ma quel giorno deve essere indimenticabile per tutti.

Noi pendolari della prima carrozza di testa del treno di certo ce lo vogliamo dimenticare il tedio e l’ angoscia di sentirti urlare al telefono e ad alta voce che il bouquet di rose è banale e vuoi un trionfo di orchidee… Perché proprio le orchidee? Ci sono tantissimi fiori bellissimi nella loro semplicità e tu vuoi un tappeto di orchidee sulle quali posare i tuoi piedi calzati in finte Louboutin rivestite di tessuto in composé con l’ abito per anticipare l’ eros della prima notte di nozze, evento che hai consumato 5 fidanzati fa quando eri appena maggiorenne…

E scordati la proiezione del filmino e la visione delle foto dell’ album perché già con la fantasia ce li immaginiamo… in fondo son tutti uguali nelle loro speranze e piccole innocenti ipocrisie.

Lo stereotipo principessa funziona quel giorno. Solo quel giorno. Nel resto della vita a due (o tre o quattro…) ti rimane la lavandaia, la fornaia, la barista, la badante, l’ infermiera, la maestra, la consulente matrimoniale e tutto il resto.
Pure Diana Spencer ha avuto le sue rogne nonostante abito, carrozza e cavalli.

Non ti aspetta una favola rosa ma un lungo lavoro di dedizione che si chiama amore e famiglia.

E, in entrambe i casi è un cammino difficile ed insidioso sul quale è facile cadere perché questa società ti vuole solo consumatore: di emozioni, di eventi, di passioni fulminee e temporanee. E tu ti presti… cosi, tutto preso nei tuoi sogni.

Consumatore dell’ attimo senza speranza di infilare gli attimi l’ uno dopo l’ altro come perle su un filo.

Fino a fine corsa.

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27 Replies to “Se son margherite…”

      1. hai detto cose molto importanti in maniera perfetta.
        Curare una giornata speciale come il matrimonio va bene, ma non bisogna perdere di vista la sostanza delle cose. fatta di molto altro che il colore di un vestito o la macchina con la quale si gira.

    1. Sai… mi son sposata due volte ed entrambe le volte con le migliori intenzioni di “sostanza” ma il matrimonio e la famiglia (checche se ne dica e parlime straparli) non sono contemplate quali “istituzioni di valore” nella nostra società mordi e fuggi. Ciò che conta è la consapevolezza del cammino che non ha nulla a che fare con l innamoramento. Sono un progetto di vita ed un lavoro… infatti oggi non tengo più marito. E va benissimo cosi… forse son fuori moda… abbraccio 😆😆😆

      1. non so …

        è una società difficile perchè noi siamo diventati difficili ed esigenti verso gli altri e magari meno verso noi stessi.

        tante volte si mitizza il passato ma non credo che i nostri nonni stavano assieme una vita intera nel totale innamoramento dell’altro.

        come dici bene, sposarsi è un progetto (anche se questo termine non mi piace molto perché mi fa pensare al campo lavorativo) di vita molto impegnativo.

        sposarsi non è solo innamoramento ma un pò lo deve anche essere, sempre, lungo tutta la percorrenza, altrimenti non ha senso ed allora meglio lasciar spazio all’onestà di chi decide di dividersi.

        alla fine credo che ognuno debba trovare la propria strada, passando da ogni esperienza possibile, quella che gli permetta di vivere al meglio quei tre giorni che ci hanno regalato quaggiù.

        della moda non ti preoccupare … anzi, pensa di essere tu quella che FA la moda, è molto meglio 🙂

      2. Sai, credo sia una società difficile perché non va nel senso dell’ umano e delle sue naturali esigenze e bisogni. Quando penso ad un matrimonio penso ai miei genitori, sposati da 53 anni con alti e bassi ma con una base di rispetto ed affetto che io chiamo amore. E, in fondo cosa è l amore? In che cosa consistono i rapporti? Domande per me cruciali in un percorso di crescita ed esperienza quale e la vita… ben lo dici: affrontiamo le cose che arrivano al meglio e con levità… e la moda è veramente lmultima preoccupazione… in un mondo dove anche l anticonformismo è conformista non rimane che essere se stessi e non voler piacere a nessuno se non a se stessi… sempre bello parlare con te. Grazie mille 😁😁😁

      1. Quelli di “ma come ti vesti?” Mi ero fatta una cultura con sofia e ci siamo fatte tantissime risate… due tipi che soddisfano menti bacate… ahahHahah luo fa il wedding planner e lei nkn mi ricordo piu…. ahahHHHhahHHH

  1. non hai esagerato affatto,sinceramente ormai ci si dovrebbe adeguare ai tempi di durata dei matrimoni,anche se molte volte tutto il fasto inutile è dovuto al fatto che sembrano andar a nozze più i relativi genitori che gli sposi stessi!…spesso si cela ipocrisia e tristezza sotto troppa pompa magna!

    1. Daniela, che piacere! Forse è il matrimonio che nella nostra società cosi come e vissuto ha senso solomin quanto forma ed ipocrisia “istituzionale”… burocrazia, insomma… un abbraccio ☺

  2. Io amo fare le cose in piccolo, semplici… il matrimonio lo immagino come un momento speciale, certo, da ricordare… ma non per il vestito, i fiori o la lista di nozze… e poi mi sentirei a disagio in mezzo a tanti invitati e addobbata come una bomboniera 😉

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