Esagramma 26. La forza domatrice del grande

(…) Mentre in tempi tranquilli la forza dell’ abitudine aiuta a mantenere l’ ordine, nei periodi in cui si accumulano grandi forze tutto dipende dalla potenza della personalità (…)

(…) Questo è il modo giusto di studiare: non limitarsi a nozioni storiche, ma rendere attuale il dato storico applicandolo di continuo.

(IChing, Il Libro dei Mutamenti)

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Quello che vi do, non è né una dottrina né un insegnamento. E da quale pulpito potrei indottrinarvi? Vi informo della via presa da quest’ uomo, della sua via, ma non della vostra. La mia via non è la vostra via, dunque non posso insegnarvi nulla. La via è in voi, ma non in dèi, né in dottrine, né in leggi. In noi è la via, la verità e la vita.

(C. G. Jung)

 

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MITRAISMO E CRISTIANESIMO — il terzo orecchio

Nel tempo dell’ inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario.

(G. Orwell)

Un articolo sicuramente interessante e da non perdere.

LA COSPIRAZIONE PIU’ DI SUCCESSO DELL’INTERA STORIA UMANA Vicisti Galilee! Una ben nota tradizione cristiana narra che l’imperatore Giuliano, colpito da una lancia persiana e sbalzato a terra dalla groppa del suo cavallo, prima di esalare l’ultimo respiro sollevò una mano al cielo in un gesto di rabbia e di sfida, gridando: “Vicisti Galilee!”. Si […]

via MITRAISMO E CRISTIANESIMO — il terzo orecchio

Decrescere

Un sistema economico finalizzato alla crescita della produzione di merci, che identifica il benessere con la crescita del PIL, cioè con l’aumento del valore monetario delle merci a uso finale scambiate con denaro in un periodo di tempo determinato, non può, per definizione, non tendere a ridurre con tutti i mezzi possibili la produzione di beni che non sono merci e aumentare la produzione di merci anche quando non sono beni. Cancella dall’ambito del sapere condiviso il saper fare necessario all’autoproduzione, valorizza la concorrenza tra gli individui, distrugge le comunità e le famiglie, usa la scuola, la pubblicità e i mezzi di comunicazione di massa per persuadere che il modo migliore di avere un bene è comprarlo, identifica il benessere col possesso di cose e l’innovazione col miglioramento, mercifica i beni comuni, riduce il lavoro alla produzione di merci in cambio di un reddito, eliminando dall’immaginario collettivo la possibilità di lavorare per produrre almeno una parte dei beni di cui si ha bisogno, trasforma il denaro da mezzo per acquistare i beni che si possono avere solo sotto forma di merci a fine della vita.

http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=54611

Il piacere che danno una conversazione animata, un pranzo tra amici, un buon ambiente di lavoro, una città dove ci si sente bene, la partecipazione a questa o quella forma di cultura (professionale, artistica, sportiva ecc.), e più in generale tutte le relazioni con gli altri. La maggioranza di questi “beni”, la cui base per eccellenza è la vita sociale, esistono soltanto se se ne gode insieme. Il “relazionale” è la parte migliore delle gioie (e dei dolori) dell’ esistenza

(S. Latouche)

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L’ immagine nello specchio

Se mi fissi dal cristallo con i globi nebbiosi dei tuoi occhi, comete che già stanno per smorzarsi, con quei contorni, dove, stranamente, due anime si cercano come due spie, ebbene mormoro: fantasma, non mi somigli!

Alla guardia dei sogni sei sfuggito soltanto per gelarmi il sangue caldo, per scolorire la mia chioma scura; e irraggi, tuttavia, volto crepuscolare, come una doppia luce: mi venissi davanti, non saprei se amarti oppure odiarti.

Alla tua fronte, seggio regale cui pensieri vassalli fanno omaggio, guarderei con timore; ma dal freddo splendore dei tuoi occhi, colmi di luce morta, spenti quasi, spettrali, come un’ospite esitante lungi, lungi, il sedile spingerei.

Ciò che intorno alla bocca si disegna, la morbida dolcezza d’una infanzia indifesa, vorrei custodirlo fedele; ma quando accenna a scherno, quando prende la mira come un arco, quando s’altera appena l’espressione, vorrei fuggire come dagli sbirri.

Tu non sei me, di certo, esistenza straniera cui m’accosto come Mosè scalzatosi, piena di forze che non conosco, di dolori, di gioie straniere. Mi protegga il Signore, se nel mio petto l’anima tua sonnecchia!

E tuttavia, come ti fossi affine, un incanto m’avvince ai tuoi terrori, e amore allo spavento deve unirsi. Sì, se venissi fuori dallo specchio, fantasma, e calpestassi questo suolo, avrei soltanto un brivido, e mi pare, – che piangerei per te!

(Annette von Droste-Hülshoff)

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Cristallo

Pezzi di cielo catturati da squarci sul mondo.

Iridi azzurre screziate di sogni evanescenti.

Nuvole impalpabili.

Frattali d’ universo caduti sulla terra e rimbalzati nel blu.

Impossibile è solo il limite che poniamo ai sogni.

Paura di volare.

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