Decrescere

Un sistema economico finalizzato alla crescita della produzione di merci, che identifica il benessere con la crescita del PIL, cioè con l’aumento del valore monetario delle merci a uso finale scambiate con denaro in un periodo di tempo determinato, non può, per definizione, non tendere a ridurre con tutti i mezzi possibili la produzione di beni che non sono merci e aumentare la produzione di merci anche quando non sono beni. Cancella dall’ambito del sapere condiviso il saper fare necessario all’autoproduzione, valorizza la concorrenza tra gli individui, distrugge le comunità e le famiglie, usa la scuola, la pubblicità e i mezzi di comunicazione di massa per persuadere che il modo migliore di avere un bene è comprarlo, identifica il benessere col possesso di cose e l’innovazione col miglioramento, mercifica i beni comuni, riduce il lavoro alla produzione di merci in cambio di un reddito, eliminando dall’immaginario collettivo la possibilità di lavorare per produrre almeno una parte dei beni di cui si ha bisogno, trasforma il denaro da mezzo per acquistare i beni che si possono avere solo sotto forma di merci a fine della vita.

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Il piacere che danno una conversazione animata, un pranzo tra amici, un buon ambiente di lavoro, una città dove ci si sente bene, la partecipazione a questa o quella forma di cultura (professionale, artistica, sportiva ecc.), e più in generale tutte le relazioni con gli altri. La maggioranza di questi “beni”, la cui base per eccellenza è la vita sociale, esistono soltanto se se ne gode insieme. Il “relazionale” è la parte migliore delle gioie (e dei dolori) dell’ esistenza

(S. Latouche)

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L’ immagine nello specchio

Se mi fissi dal cristallo con i globi nebbiosi dei tuoi occhi, comete che già stanno per smorzarsi, con quei contorni, dove, stranamente, due anime si cercano come due spie, ebbene mormoro: fantasma, non mi somigli!

Alla guardia dei sogni sei sfuggito soltanto per gelarmi il sangue caldo, per scolorire la mia chioma scura; e irraggi, tuttavia, volto crepuscolare, come una doppia luce: mi venissi davanti, non saprei se amarti oppure odiarti.

Alla tua fronte, seggio regale cui pensieri vassalli fanno omaggio, guarderei con timore; ma dal freddo splendore dei tuoi occhi, colmi di luce morta, spenti quasi, spettrali, come un’ospite esitante lungi, lungi, il sedile spingerei.

Ciò che intorno alla bocca si disegna, la morbida dolcezza d’una infanzia indifesa, vorrei custodirlo fedele; ma quando accenna a scherno, quando prende la mira come un arco, quando s’altera appena l’espressione, vorrei fuggire come dagli sbirri.

Tu non sei me, di certo, esistenza straniera cui m’accosto come Mosè scalzatosi, piena di forze che non conosco, di dolori, di gioie straniere. Mi protegga il Signore, se nel mio petto l’anima tua sonnecchia!

E tuttavia, come ti fossi affine, un incanto m’avvince ai tuoi terrori, e amore allo spavento deve unirsi. Sì, se venissi fuori dallo specchio, fantasma, e calpestassi questo suolo, avrei soltanto un brivido, e mi pare, – che piangerei per te!

(Annette von Droste-Hülshoff)

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Cristallo

Pezzi di cielo catturati da squarci sul mondo.

Iridi azzurre screziate di sogni evanescenti.

Nuvole impalpabili.

Frattali d’ universo caduti sulla terra e rimbalzati nel blu.

Impossibile è solo il limite che poniamo ai sogni.

Paura di volare.

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Poesia prima di dormire

“Avrò notizie di te”

Avrò notizie di te
se entro nel sole.
Nel magma dei vulcani
coglierò il tuo colore.
Ti cercherò
nel fondo degli abissi,
nel mormorio del vento.
T’ ascolterò
adagiati sulla luna,
ci parleremo,
ci culleremo nell’occhio del ciclone,
Perché nel mondo dei sogni
io t’ho incontrato…

(Paul Eluard)

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Ascoltare

Ascoltare idiozie, sentire rumori inutili ed udire facezie oltre che irritare, ho scoperto che può provocare l’ otite.

Già… non potendo richiudersi a riccio, l’ orecchio si difende creando una barriera tra il mondo esterno e la nostra interiorità.

Chi sa non parla, chi parla non sa.

(Lao Tsu)

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Exit

L’essere ti dà due mandati: il karma, e il dharma. Il karma è ciò che non hai ancora finito di risolvere, ciò che non si è concluso, i ‘compiti’. Il dharma sono i tuoi talenti, i doni che porterai a te stesso e al mondo, il tuo percorso evolutivo. La cosa meno sensata che tu possa fare è ignorare uno dei due mandati. Se ignori il ‘karma’ penserai di essere onnipotente e di poter fare tutto quello che desideri, eppure, ben presto ti accorgerai che non è così, che la vita ha sempre i suoi ritmi e ti presenterà situazioni e persone che non puoi evitare per quanto tu possa visualizzare o pensare positivo. Il dharma è la somma dei tuoi talenti, delle tue aspirazioni. Il dharma è la tua grandezza. E’ ciò che sei venuto a sviluppare. Se lo ignori crescerà in te un senso di incompletezza, di vuoto, di mancanza di senso e questo sarà percepito da chi ti sta intorno. Se ti dedichi solo alla spiritualità mancando di sviluppare i tuoi talenti e in generale il resto della tua vita, è facile che tu divenga molto presto infelice e vuoto. La via del mondo e quella dello spirito dovrebbero sempre essere percorse di pari passo, ed entrambe andrebbero onorate affinchè una linea di vita cresca in modo uniforme, sano e sereno verso livelli di energia e di intensità sempre maggiori.

(Andrea Panatta)

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Happy birthday

Oggi il mio secondo figlio diventa maggiorenne.

Happy birthday 💙

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Non è facile invecchiare con garbo.
Bisogna accertarsi della nuova carne, di nuova pelle,
di nuovi solchi, di nuovi nei.
Bisogna lasciarla andare via, la giovinezza, senza
mortificarla in una nuova età che non le appartiene,
occorre far la pace con il respiro più corto, con
la lentezza della rimessa in sesto dopo gli stravizi,
con le giunture, con le arterie, coi capelli bianchi all’improvviso,
che prendono il posto dei grilli per la testa.
Bisogna farsi nuovi ed amarsi in una nuova era,
reinventarsi, continuare ad essere curiosi, ridere
e spazzolarsi i denti per farli brillare come minuscole
cariche di polvere da sparo. Bisogna coltivare l’ironia,
ricordarsi di sbagliare strada, scegliere con cura gli altri umani, allontanarsi dal sé, ritornarci, cantare, maledire i guru, canzonare i paurosi, stare nudi con fierezza.
Invecchiare come si fosse vino, profumando e facendo
godere il palato, senza abituarlo agli sbadigli.
Bisogna camminare dritti, saper portare le catene,
parlare in altre lingue, detestarsi con parsimonia.
Non è facile invecchiare, ma l’alternativa sarebbe
stata di morire ed io ho ancora tante cose da imparare.

(Cecilia Resio – Le istruzioni)

 

Macchie

Ci sono pittori che dipingono il sole come una macchia gialla, ma ce ne sono altri che, grazie alla loro arte e intelligenza, trasformano una macchia gialla nel sole.

(Pablo Picasso)

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