31 luglio

Menoquarantadue, domenica.

Domenica lenta e ovattata nel temporale che rumoreggia da questa notte brontolando sopra alle nuvole, mentre l’ acqua calpesta gli alberi ed i fiori con secchiate e scrosci improvvisi.

Non c’è fretta e sembra quasi non esserci il tempo, solo attimi sospesi nel rumore delle ultime gocce che cadono.

Silenzio. Vuoto. Assenza. Strano come tutti questi tre termini possano assumere significati positivi e negativi. Possano essere un bene ed un male senza smettere di svestire la loro natura.

Cerchiamo tutti un centro.

Buona domenica.

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=16722

 

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Seeds

Ognuno è responsabile di ciò che accade e ha il potere di decidere che cosa vuole essere. Quello che siete oggi è il risultato delle vostre decisioni e scelte passate. Quello che sarete domani sarà il risultato delle vostre azioni di oggi.

(Swami Vivekananda)

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30 luglio

La speranza è quella cosa piumata
che si posa sull’anima
canta melodie senza parole
e non smette mai.

(Emily Dickinson)

Menoquarantatre, sabato.

La casa tace, anche le gazze del giardino dormono, nessuna auto lungo la strada in fondo, oltre il parco. Ed io sono qui sveglia a pensare ai contorni che assumeranno gli affetti che mi hanno accompagnata in questi ultimi quattro anni di vita. Le spalle mi fanno male. Sono immensamente stanca. Non so cosa mi aspetta e non ho aspettative. Mi accompagnano certezze. E speranze leggere. Ho meditato tanto ed in un giorno ho deciso. Strade che si scelgono e vie che si imboccano. Compagni di viaggio che rimangono e relazioni che si trasformano in mille modi.

Vivere. Appesi come bacche, profumati come fiori, svolazzanti come farfalle, pungenti come zanzare, laboriosi come api, perseveranti come formiche. Luminosi come perle d’acqua. Nei colori della vita o su uno sfondo nero. Lungo il margine di un arcobaleno.

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Il senso della vita

Nulla due volte accade
né accadrà. Per tal ragione
si nasce senza esperienza,
si muore senza assuefazione.
Anche agli alunni più ottusi
della scuola del pianeta
di ripeter non è dato
le stagioni del passato.
Non c’è giorno che ritorni,
non due notti uguali uguali,
né due baci somiglianti,
né due sguardi tali e quali.
Ieri, quando il tuo nome
qualcuno ha pronunciato,
mi è parso che una rosa
sbocciasse sul selciato.
Oggi, che stiamo insieme,
ho rivolto gli occhi altrove.
Una rosa? Ma cos’è?
Forse pietra, o forse fiore?
Perché tu, malvagia ora,
dai paura e incertezza?
Ci sei  perciò devi passare.
Passerai e qui sta la bellezza.
Cercheremo un’armonia,
sorridenti tra le braccia,
anche se siamo diversi
come due gocce d’acqua.
(Wislawa Szymborska, “Nulla due volte accade”)
Con infinito affetto, tanta gioia condita ad un pochino di tristezza, speranza, forza ed infinita voglia di vivere.
Alle mie bellissime e coraggiose donne che non nomino una per una per non dimenticarne nessuna.
Ma loro sanno.
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Last Friday

Menodue, menoquarantaquattro.

Strana la sensazione legata alle abitudini destinate a cambiare, alla routine che finisce. Oggi è cosi e domani sarà altro. È come se camminassi su un sentiero a strapiombo sulla valle: sotto il panorama, il mondo; davanti la strada da percorrere mentre, ad ogni passo cambia tutto.

Paura, eccitazione, incertezza, libertà.

Nulla e tutto.

La carampana ha il reflusso gastrico. Il treno sobbalza. I pensieri volano liberi.

Oggi mi togliero qualche piccola e perfida soddisfazione.

Last Friday, ultimo giorno di lavoro.

Essere o non essere. Sassolini che scappano dalle scarpe.

E cosi ricopro la mia nuda perfidia con antiche espressioni a me estranee rubate ai sacri testi e sembro un santo quando faccio la parte del diavolo.

(W. Shakespeare, Riccardo III)

29 luglio

Le possibilità illimitate non sono fatte per l’ uomo. Cosi la sua vita non farebbe altro che dissiparsi nell’ illimitato. Per diventare forte, l’ uomo deve istituire volontarie barriere di doveri. Solo circondandosi di queste barriere e imponendosi liberamente la norma del dovere, ogni uomo acquista valore quale spirito libero.

(60. Chieh – La Delimitazione, IChing, Il Libro dei mutamenti)

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Last Thursday

Gli uccelli nati in una gabbia pensano che volare sia una malattia.

(Alejandro Jodorowsky)

Menotre, menoquarantacinque.

E ci pensi… volare non è una malattia, come pensare “diversamente” non è una deviazione. Tutti cosi irregimentati nel pensiero e nelle azioni. In ufficio tutti belli nelle nostre cravatte e tailleur a spingere un’ economia che non va, che non cresce. Tutti in fila a credere a quello che ci viene raccontato da coloro di cui dovremmo diffidare e dire “NO”. Non riuscire a dire no per inerzia, stupidità o rassegnazione. Andare oltre e vedere le cose, scostare il velo dell’apparenza e della versione ufficiale è troppo difficile. E poi, in fondo, a cosa serve? Cosa posso fare anche se capisco, anche se vedo?

Meglio fare il pappagallino che si dondola sull’ altalena anziché schiantare le piume contro le sbarre.

Ti viene detto che i terroristi son tutti mussulmani e che i mussulmani son tutti terroristi e tu ci credi, come credi che ti odiano perché sei cristiano anche se non vai in chiesa dal giorno del matrimonio. Guerra di civiltà, guerra di religione… e tu ci credi. Magari ti fa comodo crederci. Troppo impegnativo pensare che la verità potrebbe essere un’ altra e che è cosi evidente che non la vedi solo perché hai gli occhi chiusi e i pugni stretti sul tuo IPhone e i tuoi piccoli lussi di schiavo. Sulle tue meschine convinzioni di superiorità. Li, sulla tua altalena che va avanti e indietro nella gabbia.

Di certo non servono azioni forti e rivoluzioni per dissentire. Solo aprire gli occhi. Solo coraggio.

Non c’è colore o distinzione. E i bambini sono tutti uguali.

http://www.lantidiplomatico.it/dettnews-yemen_mercenari_sauditi_commettono_un_massacro_a_taiz/82_16716/

28 luglio

Noi vagabondi, sempre in cerca della via più solitaria, non iniziamo mai un giorno dove abbiamo finito il precedente, e nessuna aurora ci trova dove il tramonto ci ha lasciati.

(Kahlil Gibran)

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La donna bionda

Ringrazio carlo b. e non mi posso astenere dal ribloggare un cosi lusinghiero ritratto.
Grazie carlo b. mio.
Beijos beijos beijos :-*:-*:-*

Poesie Stralciate

La donna biondaChiediloamanu

La donna bionda
spia il futuro
attraverso i tarocchi;

cerca conferme
sul proprio presente
lanciando tre monete,
consultando gli oracoli;

sparge parole al vento
come una poetessa
e mostra le sue visioni
attraverso immagini incredibili.

La donna bionda
è una guerrigliera,
affronta la vita
giorno dopo giorno
con il mitra in mano
e la dolcezza negli occhi,
per il miraggio di un sole lontano,
per il cuore di un amore vicino.

Pendolare sul treno
veste una doppia cartuccera
e li spara tutti i suoi colpi
prima che venga sera.

La donna bionda
ama gli animali,
dona vita ed alla vita stessa
attinge nettare e dolcezza.

Sempre con l’anima da bimba
e l’aspetto da adulta,
ama giocare e divertirsi:
il suo corpo ne è fiero,
ama pensare e riflettere:
la sua anima ne è paga.

La donna bionda
a volte è fuggevole,
difficile afferrarla,
un attimo prima è lì
poi…

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