27 luglio

Tra le più grandi sofferenze e le più grandi disgrazie che gli esseri umani debbano sopportare, ci sono soprattutto quelle che essi continuamente si infliggono a vicenda, e che al contempo infliggono a se stessi. Non mi credete?… Ebbene, guardate.
Qualcuno ha espresso pensieri, sentimenti e desideri che voi non condividete; cominciate a considerare quel tale come vostro nemico e decidete di combatterlo. A partire da quel momento iniziate a interpretare tutta la sua condotta in modo negativo e vi sentite aggrediti da lui, mentre in realtà egli non vi vuole male, e oltretutto non sa neppure cosa abbiate da rimproverargli. Siete voi stessi che, con il vostro modo di considerarlo, vi state creando un nemico e distruggete così qualcosa nella vostra testa e nel vostro cuore. Siete voi dunque il vostro nemico, siete voi che prendete le armi contro voi stessi. Allora ditemi un po’ se tutto questo vi pare intelligente!…

(O.M. Aivanhov)

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15 Replies to “27 luglio”

    1. Comincio a crederlo anchio… buongiorno carissima viki. Si, l orto botanico e l accademia di brera mi mancheranno e sono fonte di ispirazione. Bella quest ultima mostra dei ragazzi. Un bacione 😘 ci becchiamo 😀😀😀😀

  1. C’è quella storiella (la mia nonna diceva che era più vecchia di lei) del tipo che va al lavoro in bicicletta – lavora i campi, la metropolitana fin là non si spinge – ma un brutto giorno la sua bicicletta si rompe. Dopo un attimo di sgomento, generato dal pensiero che arriverà in ritardo, e non di poco, al meeting con lo spaventapasseri, gli viene in mente di chiedere in prestito la bicicletta di Berto. Il quale è suo amico da sempre, e certo non gliela rifiuterà. Tanto oggi a lui non serve, ché deve stare in casa per assistere la mamma anziana e ha chiesto un giorno di 104. Allora il nostro si mette in cammino per andare a casa di Berto, e intanto pensa: che bellezza avere un amico come Berto, sempre pronto a dare una mano. Tranne quella volta che non mi prestò l’aspirapolvere perché, diceva, serviva alla sua mamma. Già, la scusa delle pulizie di Pasqua. Quella vecchia megera! Si è sempre intromessa fra me e Berto, accidenti a lei. Sempre. Ma come fa Berto a essere figlio di un’arpia come quella? Mistero. Al contrario della vecchia, è sempre così gentile e disponibile. Be’, mica tanto, però. Quando c’è di mezzo la sua mamma dà sempre ragione a lei, fa sempre quello che vuole lei. Com’è sciocco, non capisce di essere manipolato. Però, però… In effetti, quella volta dell’aspirapolvere, mentre me lo negava aveva un sorrisetto che, a ripensarci, era davvero indisponente. Per forza, perché era d’accordo con sua madre. Anzi, più ci penso e più mi convinco che sia stato Berto a prendere l’iniziativa di dirmi di no: alla sua mamma nemmeno l’ha detto, che ne avevo bisogno. Ecco, bell’amico che ho. Che brutta persona, ‘sto Berto!
    E così rimuginando il nostro arriva a casa di Berto, suona il campanello e, quando l’altro apre la porta, senza dargli il tempo nemmeno di salutare gli sbraita in faccia: volevo solo dirti che potete andare al diavolo tu, tua madre e soprattutto quella tua dannatissima bicicletta!
    E se ne va, arrabbiato come non mai.

      1. È una passabile messa in scena di quel che spiega molto bene Omraam Mikhaël Aïvanhov: «Egli non vi vuole male, e oltretutto non sa neppure cosa abbiate da rimproverargli. Siete voi stessi che, con il vostro modo di considerarlo, vi state creando un nemico e distruggete così qualcosa nella vostra testa e nel vostro cuore. Siete voi dunque il vostro nemico, siete voi che prendete le armi contro voi stessi.»

      2. Due versioni della stessa sostanza e con lo stesso “valore”. Potrei dirti piano A e piano B, dipende dal pubblico e quindi da quali dei due piani alla fine può risultare più coerente con lo scopo di far passare il messaggio… Evvai 😀

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