Last Wednesday

La lettura è la mia passione e la mia fuga da quando avevo 5 anni. I bambini non si rendono conto della magia che si può vivere dentro la propria testa.

(Eckhart Tolle)

Sono stanca, ma proprio davvero. E mi è evidente dalla fatica che faccio nello scegliere gli abiti la mattina. Il cervello non va, anzi non vuole andare… anche solo scegliere è difficile… avrei fatto come la gatta che ho lasciato con gli occhi chiusi e spaparanzata sulla poltrona mentre si godeva il refolo d’ aria mattutino.

Tenere duro o fuggire. Ma che vuol dire fuggire? Spesso pensiamo di risolvere la nostra vita, i nostri problemi cambiando casa, paese, orizzonti. E invece no. I nostri problemi non sono mai, o quasi, all’ esterno ma sempre, o quasi, dentro di noi.

Forse è vero, ed ha ragione Osho, che la vera fuga è la consapevolezza.

Intanto però me ne starei volentieri a casa a leggere uno dei trenta libri che ho sul comodino, dimenticandomi gli orrori attorno e conquistando una dimensione finalmente “umana” e magica.

Invece il treno va e corre… carrozza sbagliata questa mattina: non c’è affinità tra anima e mezzo, molto bene.

Menoquattro, menoquarantasei.

Deve arrivare da qualche mio recondito e nascosto angolo del cuore questa passione per i count down.

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29 Replies to “Last Wednesday”

  1. Buongiorno Emanuela, hai ragione, sei stanca, si sente, si avverte benissimo ma… ci sono io per sollevarti il morale. Alle 14,00 sul blog un regalo per te…con la speranza che non mi mandi a quel paese…data la stanchezza…eh 🙂

  2. Quattro… tre… due… uno… È la tetraktýs, i primi quattro numeri interi che, sommati, dànno 10, che si possono disporre in forma di triangolo equilatero, e un mucchio di altre cose che Pitagora sarebbe felice di raccontarci. E anche Filolao: terra… acqua .. aria… fuoco…

      1. La tetraktýs secondo i pitagorici è sacra perché «fondamento dell’immortalità».
        In musica (abbi pazienza, parlo sempre di musica perché quasi tutto il pochissimo che so lo devo alla musica) la tetraktýs è importante perché «contiene» tutte le consonanze, ovvero la quarta (per i greci: dià tessàron, espressa dal rapporto 4:3), la quinta (dià pente, 3.2), l’ottava (dià pasòn, 2:1) e la quindicesima (dis dià pasòn, 4:1).

      2. Credo di voler approfondire tutti questi punti. Dire “mi affascina” è riduttivo. Credo ci siano delle lezioni che possono essere prese. Da dove comincio? 😀 ti sfrutto…. 😀

      3. Comincia dalla voce di Wikipedia, che va abbastanza bene. In rete trovi tantissime pagine dedicate alla numerologia. Io non amo molto le faccende esoteriche, ma quelle puramente matematiche possono essere divertenti 🙂

  3. stiamo sempre in attesa di qualcosa Manu, e’ il refrain della nostra vita. Nell’attesa ci consumiamo lentamente senza mai goderci il presente e lasciandoci sfuggire il piacere ed il godimento di piccoli attimi di meraviglia

    1. Non lo so tesoro… per me “aspettare qualche cosa” significa avere un obiettivo ma aiuta anche a vivere meglio e con più pienezza il presente. Mi aiuta ad essere più consapevole. Un bacione grande 😀

      1. si certo, d’accordissimo sull’obiettivo (ogni giorno qualcuno da amare, una cosa da fare e una cosa bella da guardare), mi riferivo a quelli che aspettano l’amore, aspettano un lavoro, aspettano le ferie ed aspettando non godono del presente e si lamentano nell’attesa. Ognuno di noi lo fa almeno qualche volta e neanche ce ne rendiamo conto. 😕

  4. La fuga secondo il mio punto di vista non è affatto un voler scansare le responsabilità, semmai è spesso una presa di posizione ed un accrescimento della consapevolezza. Se una persona acquisisce la forza di poter cambiare luogo anche fisicamente, non vedo perchè non possa farlo, è un passaggio.

    1. Capiscimi la “fuga” fisica ci sta tutta. Ne so qualche cosa visto che la sto progettando da anni. E’ la fuga da se stessi che non risolve i problemi. E spesso le due fughe si confondono. Ecco, tutto qua… Aproposito, buongiorno… beccato il Pokemon? 😀

      1. Capisco quello che intendi dire, ma da se stessi non si sfugge, meglio cercare di cambiarsi, basta pure un millimetro. Il Pokemon l’ho tolto, è durato due giorni. 🙂

      2. Già…, forse piu che cambiarsi accettarsi e lavorare su di se… ahahahahahah capisco bru-ke-mon non può proprio essere addestrato…. 😆😆😆

      1. Già, i libri hanno la capacità si calamitarti in un mondo nuovo popolato di personaggi e storie che, almeno finché ci sono pagine da girare, ti liberano la mente da ciò che la affolla…

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