Uno

Coloro che credono che il mondo manifesto sia governato dalla fortuna o dal caso, e che dipenda da cause materiali, sono ben lontani dal divino e dalla nozione di Uno.

(Plotino, Enneadi, VI.9)

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Una mattina ben spesa

Mai si ha la sensazione così netta di stare sprecando il proprio tempo, come quando ci si trova a far la fila allo sportello di un ufficio pubblico in attesa del proprio turno. Veri e propri pezzi di vita dati in pasto all’insaziabile mostro della burocrazia statale.

(G. Soriano)

Non trovo altra sintesi per definire una mattina passata a correre per risolvere cose semplici rese complicate da chi o da qualcosa che, probabilmente, deve giustificare l’essere un tassello nel meccanismo della legalità, della legge o di un sistema che dovrebbe garantire diritti ma costringe a doveri inspiegabili ed oscuri. Senza spiegazione perché cosi È.

Uffici polverosi, anonimi e sciatti. Privi di ogni senso non solo di bellezza ma soprattutto di umanità. Una macchina perversa che stritola in nome del sistema.

Un abominio.

Tutto puzza del più storto e cieco potere raggomitolato su se stesso.

Andare via.

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Il potere non è un mezzo, è un fine. Non si stabilisce una dittatura nell’intento di salvaguardare una rivoluzione; ma si fa una rivoluzione nell’intento di stabilire una dittatura. Il fine della persecuzione è la persecuzione. Il fine della tortura è la tortura. Il fine del potere è il potere.

(G. Orwell, 1984)

2 agosto

Menoquaranta, martedi.

Cosa ci fa tornare bambini? Un profumo, una sensazione o un deja vu che si imprimono inaspettati e repentini nelle nostre sensazioni, richiamando ricordi sepolti dall’ abitudine.

Luci che si accendono ed aprono un varco nella notte della memoria.

Un parco in riva al lago, un tappeto d’ erba costellato di rugiada e, per specchio, la volta del cielo ed un tappeto di stelle. Stelle di fuoco nella notte che esplono sulla testa in cascate colorate e l’ aria che si illumina.

Scompaiono gli anni, i mariti ed i figli, le corse e le rincorse della vita e ti ritrovi bambina con tua madre di fianco nel suo abito a fiori ed i capelli neri. La 500L blu con gli interni in similpelle rossa di tuo padre pagata settecentomila lire, trecentocinquanta euro… il costo di un telefonino. Tuo fratello, che il pomeriggio prima ti aveva dato una martellata e non è mai stato punito… è un maschio ed è il cocco. Non si dice ma è cosi.

La voglia di vita quella no, ha percorso gli anni come la corrente del tempo, come un fiume… ed è ancora li, viva ed impetuosa come quando avevi calze bianche corte e scarpe di cui non volevi sporcare la scuola.

È un giorno nuovo. È una nuova vita. Ogni giorno.

E tu tieni lo sguardo all’ insu.

Cosa sono i millenni? Un manciata di tempo. Polvere in confronto a un unico sguardo dell’eternità.

(Hermann Hesse)

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Buona notte

“La tua vita si fece fiume”

Io andavo lungo il sentiero, tu venivi,
il mio amore cadde tra le tue braccia, il tuo amore tremò nelle mie.
Da allora il mio cielo di notte ebbe stelle
e per raccoglierle la tua vita si fece fiume.

(Pablo Neruda)

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