Kafuka

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KAFUKA

la notte gravida
scalini di pietra
un forte pendio che porta al giardino
dove i profumi del roseto
circondano le locuste
i verdi germogli del giorno
mormorano
amorosi
delle radici d’alberi di mango
di lontano
gemono i campi di canna da zucchero
la terra cedevole ancora
do tempo das águas
le tue mani ruvide
che mi carezzano
in sparse scintille
filanti verso il cielo
le tue gambe arrendevoli
che indovino
inarcate
sotto i miei occhi socchiusi
voci accennate
nella casa attigua
tintinnio di braccialetti
d’un luogo all’altro
e poi
il tuo mite respiro
su collo e capelli

per addormentarmi.

(Carla Ferro)

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CARLA FERRO
È nata nel 1970 a Mindelo, São Vicente, nelle isole di Capo Verde. Da Cuba agli Stati Uniti passando dalla Costa d’Avorio, il suo nomadismo l’ha portata in Europa. Fermatasi a Namur nel 1997, la capitale della Vallonia è diventata il nuovo caposaldo della poetessa. Nel…

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2 thoughts on “Kafuka

  1. Intensi versi descrittivi di un elegante eros. Molto interessante la sua vita e il suo peregrinare e l’amore per l’Africa. Bellissima la foto del gatto sul davanzale. Buona giornata complimenti Manu bisous

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