Maio, Ilha Escondida – settimo giorno

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La mattina è  gonfia di tempesta
La mattina e’ gonfia ..
La mattina è gonfia di tempesta
nel cuore dell’estate.
Come bianchi fazzoletti d’addio viaggiano le nubi,
il vento le scuote con le sue mani peregrine.
Cuore infinito del vento
che palpita sul nostro silenzio innamorato.
E ronza tra gli alberi, orchestrale e divino,
come una lingua piena di guerre e di canti.
Vento che rapina fulmineo le foglie secche
e devia le frecce palpitanti degli uccelli.
Vento che le travolge in onda senza spuma
e sostanza senza peso, e fuochi inclinati.
Si rompe e sommerge il suo volume di baci
combattuto sulla porta del vento dell’estate.
(P. Neruda)

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La modernità

Mi capita “a fagiolo” quest’ articolo.

Vi invito, se vi va, a leggerlo tutto al link sotto. Qui un piccolo estratto.

(…) Per esempio: che non si possa fare a meno della televisione, del telefono, dell’abito firmato, dell’automobile, delle vacanze all’estero, dell’abbronzatura, della palestra, è tutto da vedere; tanto varrebbe dire che il fumatore non può fare a meno delle sigarette, o che l’alcolista non può rinunciare alla bottiglia. Se ci si accorge di essere schiavi delle cose, bisogna strapparsi da esse, costi quello che costi; oppure rassegnarsi a una vita da schiavi, cioè al livello più infimo della condizione umana (o sub-umana). Non pretendiamo, comunque, che si debba rinunciare alla tecnica, o all’economia di un capitalismo moderato, o alla logica del profitto: queste cose sono ormai necessarie per mandare avanti una società complessa, come la nostra; l’importante, però, è non diventarne schiavi. Si può anche adoperare la televisione, l’automobile, eccetera, senza esserne schiavi: cioè usandole con senso di responsabilità, nella misura del necessario e non oltre, e senza mai perdere di vista che l’obiettivo non sono le cose in sé, ma i servizi realmente utili e necessari che esse possono fornirci per puntare a qualche cosa d’altro. La vita materiale, con le sue necessità, deve essere la premessa per la vita spirituale, e, possibilmente, per la vita soprannaturale: questo è il giusto ordine di cose. Se ci si serve della televisione, in qualche misura, per coltivare alcuni bisogni intellettuali, come vedere un vecchio film o documentarsi su un certo argomento di attualità (sapendo, peraltro, che tale documentazione ci verrà fornita in maniera distorta e tendenziosa), ebbene lo si può fare: la televisione non è il diavolo, come non lo è l’automobile,  come non lo sono neppure le industrie, le banche o la finanza. Il problema è la dipendenza, la schiavitù; il problema è l’ipertrofia della produzione industriale, che serve a gettare sul mercato cose inutili o nocive, invece di cose utili e necessarie; il problema è la finanza malata, sono le banche speculative, le quali, invece di sostenere il lavoro e offrire un sicuro asilo al risparmio, producono utili per se stesse ed a rischio e pericolo dei risparmiatori, e tagliano le gambe agli imprenditori onesti, negando loro l’accesso al credito, se non a condizioni da usurai.

Noi possiamo scegliere se essere abitanti nella modernità o della modernità: nel primo caso resteremo noi stessi, qualunque cosa accada; nel secondo, accetteremo ciecamente, senza critica, senza riserve, tutta la filosofia della modernità: il materialismo, l’edonismo, il relativismo, l’efficientismo, l’utilitarismo, e, soprattutto, l’intellettualismo.

(F. Lamendola)

http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=57080

Maio, Ilha escondida – Giorno Sesto, La pesca

La pesca è, naturalmente, una delle ricchezze e delle fonti di sostentamento di queste isole.

Sono rimasta incantata a guardare questi uomini ballare tra le onde raccogliendo le reti; mi è stato concesso uno spettacolo indescrivibile, quello della vita e della morte.

Ne sono riconoscente.

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Maio, Ihla escondida – Giorno Sesto

Questa mattina imperversa la coda del tifone tropicale che da ieri sta rovesciando torrenti d’ acqua su una terra altrimenti riarsa e secca. Quando passerà le alture dell’ interno dell’ isola saranno verdi, come succede solo a settembre.

Dietro “casa” si stende la “praia do Morro”, chilometri di sabbia lambita da acque turchesi ed onde spumeggianti.

Ieri mattina, erano le sei, sono scesa ed ho scoperto che nottetempo vi avevano passeggiato le tartarughe per deporre le uova.

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Allora ho preso a camminare nel nulla… onde alte e lunghissime… solo il rumore del vento e del mare. Sulla sinistra l’ oceano, sulla destra la sabbia e le pozze lasciate dall’ ultima tempesta di lunedi.

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Sabbia, sabbia sconfinata… a perdita d’ occhio.

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That’ s America

Gli ultimi sviluppi hanno cementato in me la certezza che le elezioni presidenziali statunitensi siano la più grande farsa della storia delle democrazie moderne. Non bastano gli insulti, gli attacchi personali, ora si combatte a colpi di check-up e saltano fuori anche i sosia. Mi aspetto, da un giorno all’altro, di vedere Hillary Clinton che entra in una cabina telefonica ed esce trasformata in Wonder Woman o Donald Trump che svela al mondo di essere un trans. Sono patetici rappresentanti di una patetica pseudo-democrazia, in realtà un’oligarchia che ruota attorno a Wall Street e al comparto militare, motori immobili di una nazione che mai come in questi giorni sta mostrando al mondo come il Re sia nudo.
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Il problema è che la gente non sa davvero come si sta in America, per il semplice fatto che quando sia pensa agli Usa si pensa a New York: nulla di più sbagliato, l’America è altra cosa, New York è un capitolo a parte, un divertimentificio di luci e suoni che sta al Wyoming o al Nebraska profondi come Milano sta a un paesino della Lucania.

http://www.rischiocalcolato.it/2016/09/nellamerica-va-al-voto-spuntano-le-tendopoli-clinton-vuole-far-ricostruire-detroit-dai-profughi.html