Nebbie e culatelli

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Adoro Parma.

I suoi contrasti di gialli ed ocra attutiti dalla nebbia grigia ed incolore.

La sua pacata lentezza.

La storia, l’ arte e la provincia nascosti negli angoli e tra le vie.

Il culatello e la malvasia.

Adoro camminare tra le strade chiuse e deserte nelle giornate d’ inverno, mentre la nebbia avvolge i ponti ed il giardino ducale.

E tutto li e non c’è fretta, né di cercare né di trovare.

Parma profuma di ricordi di vita e di solitudini gioiose.

Di intimità.

Di progetti che non stavano in piedi, se non nel cuore.

Profuma di imprevisti, sorprese e delusioni: cercavo una cosa e ne ho trovata un’ altra, immensamente più preziosa.

Cercavo l’ amore ed ho trovato me stessa.

Ogni luogo è un ricordo ed un’ emozione che vive in fondo al cuore.

Ogni pietra porta con sé una speranza ed una scoperta.

Ogni passo contiene l’ eco di emozioni e speranze, delusioni e certezze, vita e rinascita.

In nessun luogo, forse neppure a casa mia riesco a sentire tanto il filo conduttore della vita che si svolge attraverso i miei giorni mentre salto, inciampo, cado e mi rialzo… lo tiro verso di me oppure lo riavvolgo lento.

Un filo che mi avvolge a spirale, come un bozzolo.

Tra le sue chiese, le sue cupole, i suoi teatri ed i suoi marmi… lo struscio lento… i mercati… io cammino lentamente, io mi trovo e so dove sto andando.

Gli dèi ci creano tante sorprese: l’atteso non si compie, e all’inatteso un dio apre la via.
(Euripide)

 

 

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