Mala tempora

https://m.facebook.com/vanityfairitalia/posts/1326358230717761

Ieri sera, stanca morta, me ne stavo in panciolle sul divano col gatto sfogliando tra facebook, il blog, le notizie di cronaca quando capito su un post di Vanity Fair…

Io non ce l’ ho con Vanity Fair, anche perché io son nessuno e loro sono Conde Nast… però… giudicate voi… potevo stare zitta? No, non potevo stare zitta…

Va bene fare propaganda, va bene mercificare le emozioni e i sentimenti di chi non ha voglia o tempo o cervello per pensare e si digerisce tutto assimilando al tempo stesso menzogna e sudiciume, va bene tutto ma c’è un limite di decenza, sopportazione e banale intelligenza.

Chiedere di scegliere con un “like” tra un messaggio di dolore e una situazione ludica è aberrante e disumano, profondamente incivile e indegno di qualunque persona con un minimo di cervello, empatia o… non lo so…

O forse l’ empatia e la compassione sono scomparsi da questo mondo dove le esternazioni di Gianluca Vacchi viaggiano sulle stesse onde della resa dell’ ultimo rossetto di Guerlain, del tipo di mutandine rosse da usare a Capondanno e del disastro umano e morale che la Siria sta vivendo da cinque anni. E non solo la Siria, ma tutti gli altri dimenticati che, perché non compaiono sul giornale e non fanno notizia in qualunque modo, non esistono…

In un impeto bulimico devastante e rivoltante la nostra società prende tutto e qualunque cosa, lo mercifica riducendolo a roba da consumare e lo passa in un tritacarne animalesco per farne scarti. Monnezza per alimentare ilici mediocri istruiti ed addestrati ad esprimersi, e scegliere, attraverso un “like”.

Ho tolto la sottoscrizione e non comprerò mai più una copia di Vanity Fair.

E promuovo l’ iniziativa.

L’ unica arma di un consumatore è “non consumare”.

Mala tempora currunt sed peiora parantur

(Cicerone)

 

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