#iostoconputin

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Dies Natali Sol Invictus

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E’ per virtù dell’amore che tutto è prodotto, e l’amore è in tutto: si manifesta come forza e vita nelle cose viventi, e ciò da cui le cose viventi traggono forza e vita ed è il vigore stesso delle cose viventi.

(Giordano Bruno)

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Sentirsi cosi…

Sentirsi cosi… come la foglia più interna del cavolo in giardino.
” Ogni cosa invecchia, ogni bellezza appassisce, ogni colore si raffredda, ogni luminosità si affievolisce, e ogni verità diventa stantia e banale. Perché tutte queste cose hanno assunto una forma, e tutte le forme si logorano con l’usura del tempo; invecchiano, si ammalano, si frantumano e diventano polvere. A meno che non cambino.

(Carl Gustav Jung)”

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Mala tempora

https://m.facebook.com/vanityfairitalia/posts/1326358230717761

Ieri sera, stanca morta, me ne stavo in panciolle sul divano col gatto sfogliando tra facebook, il blog, le notizie di cronaca quando capito su un post di Vanity Fair…

Io non ce l’ ho con Vanity Fair, anche perché io son nessuno e loro sono Conde Nast… però… giudicate voi… potevo stare zitta? No, non potevo stare zitta…

Va bene fare propaganda, va bene mercificare le emozioni e i sentimenti di chi non ha voglia o tempo o cervello per pensare e si digerisce tutto assimilando al tempo stesso menzogna e sudiciume, va bene tutto ma c’è un limite di decenza, sopportazione e banale intelligenza.

Chiedere di scegliere con un “like” tra un messaggio di dolore e una situazione ludica è aberrante e disumano, profondamente incivile e indegno di qualunque persona con un minimo di cervello, empatia o… non lo so…

O forse l’ empatia e la compassione sono scomparsi da questo mondo dove le esternazioni di Gianluca Vacchi viaggiano sulle stesse onde della resa dell’ ultimo rossetto di Guerlain, del tipo di mutandine rosse da usare a Capondanno e del disastro umano e morale che la Siria sta vivendo da cinque anni. E non solo la Siria, ma tutti gli altri dimenticati che, perché non compaiono sul giornale e non fanno notizia in qualunque modo, non esistono…

In un impeto bulimico devastante e rivoltante la nostra società prende tutto e qualunque cosa, lo mercifica riducendolo a roba da consumare e lo passa in un tritacarne animalesco per farne scarti. Monnezza per alimentare ilici mediocri istruiti ed addestrati ad esprimersi, e scegliere, attraverso un “like”.

Ho tolto la sottoscrizione e non comprerò mai più una copia di Vanity Fair.

E promuovo l’ iniziativa.

L’ unica arma di un consumatore è “non consumare”.

Mala tempora currunt sed peiora parantur

(Cicerone)

 

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Pensieri in ordine sparso

Cioè…, ma chi ci crede ancora che son stati i terroristi ad asfaltare la folla a Berlino? Questa volta la polizia ha trovato addirittura il foglio di espulsione del terrorista mussulmano assassino… chi di noi se lo dimenticherebbe un documento d’ identità, dovendo andare a compiere anche solo un furto al supermercato? Ma poi, sant’ iddio… tutte le volte trovano i documenti. Sempre… Io mai che trovo una banconota da 10 euro sul marciapiede…

Ma…, avete capito chi aiutava i terroristi islamici? Perché se non lo avete capito vi siete chiesti cosa facevano degli ufficiali americani, arabi, israeliani, ecc. ad Aleppo Est mentre i “terroristi” resistevano?

Ma lo avete fatto due più due sul perché di tutto questo casino dei corridoi umanitari e le vittime civili in Siria… ma negli altri quattro anni tutti ‘sti blogger che probabilmente in Siria mai ci sono stati che facevano? Disegnavano micetti sul computer?

Dai ragazzi…, mi sembra di parlare come Grillo (che detesto): avete occhi per notare le incongruenze?

E lasciamo stare che mentre siamo tutti impegnati ad aver nuovamente paura di un Isis che non esiste, di Trump che ha i capelli rossi e tocca il culo alle signore e di Putin che è l’ orco cattivo, il governo italiano (che nessuno ha eletto e tanto meno voluto) trova 20 miliardi per “aiutare” le banche… dove li han trovati i soldi e perché proprio a Monte Paschi e non a chi muore di fame o non ha lavoro? Certo… ci vuole più Europa vero?

Già… dimenticavo… se ti togli dalle palle gli fai un favore. Se invece rimani qui taci, paga e credi come un beota a quello che ti raccontano.

Almeno ragazzi…, invece del dolore e della lacrimuccia sulle pagine di Vanity Fair, abbiamo il coraggio di scrivere sulle nostre bacheche e nei nostri blog che non siamo idioti… vero che comandano loro, per ora…, ma due più due lo sappiamo fare e lo facciamo. E che siamo leggermente stufi anche se è Natale e siam tutti più buoni.

Facciamolo finché possiamo perché tra un pochino potrebbero cancellare le parole che non gli piacciono perché “fake”…

 

 

Solstizio

Ruotano i pianeti e rilucono le stelle.
Ogni cosa si muove nella propria immobilità.
Il tempo scorre e noi cambiamo senza accorgercene.
L’ universo segue una traiettoria che lo porta a correre pur rimanendo immobile.
Cambiano i mesi e le stagioni mentre il tempo è sospeso come su un ottovolante: quando arrivi al culmine cominci a scendere.
Ed andiamo in altalena sulla vita.
Inizia l’ inverno che dentro di se ha il germe della primavera nella luce che lentamente rinasce dal buio.
Poi sarà primavera ed avrà i frutti dell’ estate nascosti tra i petali dei fiori.
E dietro ad un frutto maturo nel sole di luglio ci saranno i colori dell’ autunno.
Tra i rami spogli di novembre, il freddo dell’ inverno.
La vita non si ferma. E noi cerchiamo di stare in equilibrio.

“Tutto è Uno. Questa idea della dicotomia è profondamente sbagliata. E niente meglio di un grande simbolo asiatico, in questo caso cinese, questa ruota con lo Yin E lo Yang, rappresenta la bita, l’ universo… è l’armonia degli opposti. Perché non c’è acqua senza fuoco, non c’è femminile senza maschile, non c’è notte senza giorno, non c’è sole senza luna, non c’è bene senza male. E questo segno dello Yin e dello Yang è perfetto. Perché il bianco e il nero si abbracciano. E all’ interno del nero c’è un punto bianco e all’ interno del bianco c’è un punto nero. (T. Terzani)”

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20 dicembre

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Il pagliaccio sulla luna

Le mie lacrime sono come un quieto turbine
di petali da una certa magica rosa;
e tutto il mio dolore fluisce dalla fessura
di nevi e cieli dimenticati.
Penso che se toccassi la terra,
si sbriciolerebbe,
è così triste e bella,
così trepidamente simile a un sogno.

(Dylan Thomas)

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