Io e l’oca

Ogni tanto penso che qualcuno dovrebbe inventare un modo per registrare i pensieri (parole, musica ed immagini, come un filmato di youtube) per poi mandarlo in diretta. Quello che esce dal cuore mentre il corpo è impegnato, col cervello, in azioni meccaniche si perde definitivamente quando si fa un lavoro di ricostruzione a posteriori. In un certo senso è un poco come cercare di ricostruire i sogni: le sensazioni e le sfumature sono tutto e sono definitivamente perse quando interviene la fase razionale di assemblamento.

Stasera tornavo… buio e neve che cercava di cadere senza riuscirci… asfalto ghiacciato ed il traffico dei giorni feriali con i camion e le auto che sfrecciavano veloci pur di arrivare il prima possibile. Dove non so… e intanto pensieri che si srotolano da soli, come un video.

La vita è ridicola, buffa e a volte bastarda. Si diverte a farti avvitare sulle cose, a metterti ostacoli da superare, rompicapo da risolvere, enigmi da svelare per andare avanti. A volte ti fa volare sulle sue ali e ti senti padrone del mondo. A volte sprofondi nel buio di un buco che non sai come cazzo hai preso.

Sarà l’energia che imprimi ai tuoi passi a cambiare il corso del tuo percorso? O forse l’equilibrio tentennante che riesci, o no, a mantenere sulle curve antiorarie di una spirale che assomiglia a quella del gioco dell’oca?

O forse c’è un bambino che tira i dadi e tu sei la sua ochetta rossa…

Non so se son capitata sulla casella numero 6… non lo so, giuro proprio non lo so a quale casella corrisponde il mio presente… forse al 19… o alla 42…

Ponte, labirinto oppure osteria? Non il pozzo…, quello no che qualcuno mi deve salvare e mi tocca aspettare e poi magari me lo fa pure pesare…

Tra un turno fermo e un salto di caselle mi basta arrivare alla 64, numero magico, al Giardino dell’ Oca e vincere il premio trasformandomi in un meraviglioso cigno.

Io e l’ oca.

La vita? Un koan…

Molto tempo fa un uomo teneva un’oca dentro una bottiglia. L’oca crebbe e crebbe finché non poté più uscire dalla bottiglia; l’uomo non voleva rompere la bottiglia e neanche far male all’oca; tu come te la caveresti?

dscn6944

 

 

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61 thoughts on “Io e l’oca

  1. Questa mi ricorda qualcosa di pireandelliano.Ma non riesco a ricordare come sia finita la storia… Sì: mi pare che, alla fine, abbiano fatto a pezzi la giara: non si può fare una frittata senza rompere le uova…
    Un saluto ed un fiore…

    1. Ahahahahah grande… non la conosco la storia pirandelliana però mi piacerebbe leggerla. Poi cerco. Quello dell oca credo sia il koan piu famoso… sembra che la soluzione sia che l oca e sempre stata fuori… già… un problema che non ammette una soluzione intellettuale dove la risposta non ha nessun rapporto logico con la domanda, e la domanda è tale da mettere in forte imbarazzo l’intelletto. Insomma un casino come la vita… un sorriso enigmatico 😘😘😘😘

      1. L’ho cercata:”La giara” di Pirandello,stai pur certa che ti farai una montagna di risate… Per quanto riguarda l’oca, sarebbe meglio non mettercela nella bottiglia. Sta cosi bene ad ancheggiare in giro…
        Bacio della sfinge…..

  2. Nel mio anni ’80 fu di vari cugini gioco dell’oca esiste la casella 68, la volpe, ad un passo dalla vittoria ti fa ripartire dall’1….
    Tuttavia, un’oca in una bottiglia non l’avrei mai messa, un pò di lungimiranza caro signore, non è mica finta l’oca 😉

      1. la vita è un GRAN casino, su questo sono del tutto convinta, ma qualche briciola si salva sempre.
        E se ci sono le briciole, ecco che corrono le oche fameliche 😀

  3. « Tutte le condizioni per il nostro successo e per la nostra felicità sono già presenti, ma spesso noi non vogliamo riconoscerlo. Perché? Perché raramente gli avvenimenti si presentano così come noi li immaginiamo o ce li aspettiamo. Ma se ciò che ci aspettiamo si realizzasse nel modo in cui lo desideriamo, forse saremmo esposti a difficoltà e a delusioni ancora maggiori. Ci avete pensato?
    La saggezza divina risponde alle nostre richieste, ma lo fa attraverso avvenimenti il cui senso ci sfugge: noi non siamo ancora abbastanza chiaroveggenti per interpretare i segni che ci rivelerebbero il perché di quegli avvenimenti, il perché degli incontri che facciamo o della presenza di certe persone intorno a noi. Un giorno sicuramente lo capiremo, e nell’attesa dobbiamo fidarci del Cielo, che ha previsto tutto per la nostra evoluzione. »

    Omraam Mikhaël Aïvanhov

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