Senza la memoria non siamo nulla

I miliziani dell’ISIS hanno distrutto parte dello storico teatro romano e quasi l’intero tetrapilo nell’antica città di Palmira, in Siria. Le nuove immagini satellitari confermano le devastazioni, dice una dichiarazione rilasciata oggi dal Direttorato Generale delle Antichità e dei Musei (l’equivalente della nostra Sovraintendenza). «Le immagini mostrano danni significativi al tetrapilo e al teatro romano […] […]

via Ed è tutta colpa nostra… — Senza Filo

E forse questo è nulla in paragone alle vite umane e alla sofferenza ma, senza la memoria non abbiamo radici e senza radici non siamo nulla.

Chi eravamo è il punto di partenza per sapere chi vogliamo essere.

E senza la Bellezza non siamo nulla se non polvere.

Thank you Mr Obama & Co.

 

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Scadenze da considerare

Dopo l’entusiasmante 2016 per i conti della Rai, anche per il 2017, per gli utenti è tempo di scelte. Entro il 31 gennaio 2017 ci sono due appuntamenti da tenere sotto controllo. La prima riguarda il non possesso della TV, la seconda è la richiesta di pagamento del canone Rai con F24. Entrambe sono di vitale…

via Canone Rai 2017: entro il 31 gennaio si può dichiarare il “non possesso” della TV — Zen Economy

Depende

http://www.eyeem.com/p/99552652

L’aspetto delle cose varia secondo le emozioni; e così noi vediamo magia e bellezza in loro, ma, in realtà, magia e bellezza sono in noi.

(Kahlil Gibran) 

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Ho tentato di “dare un’anima” ad una prova di stampa in 3D.

La stavo buttando perché era color cemento e proprio brutta… e poi mi sono detta che niente è brutto, dipende solo da come lo guardiamo. Il mondo è la rappresentazione illustrata di ciò che siamo dentro.

19 gennaio

ilmagodiozblog

Studiami come più ti piace, non mi conoscerai,
perché io mi differenzio in un centinaio di modi da ciò che ti sembra io sia.
Mettiti nei miei panni per vedere come vedo io,
perché ho scelto di abitare in un luogo che non puoi vedere.

(Rumi)

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Chiudere i cerchi

Francesca devoted

Thanking a good friend of mine

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http://www.eyeem.com/p/99507312

Chiudere i cerchi o far quadrare le cose.

Faccio fatica, insomma… manca sempre trenta a far trentuno. A volte il tempo e  volte l’affastellarsi di cose. A volte la non voglia e a volte la memoria.

I cerchi rimangono aperti e le cose squadrate ed informi. Prospera la fantasia.

Ma… perché dobbiamo per forza chiudere i cerchi e perché dobbiamo dare troppa importanza alla “solidità” di un quadrato? Si fa quel che si può senza dare troppo peso alla perfezione delle forme ed a lati che finiscono per essere un poco sbilenchi e fuori bolla.

L’ importanza è divertirsi un poco. E non essere perfetti ci fa parte di un universo meraviglioso apparentemente cosi disordinato ma nella sostanza armonico ed in equilibrio. Divinamente umano.

Ensō (円相) in giapponese significa cerchio.
E’ il soggetto più comune della calligrafia giapponese, simboleggia l’illuminazione, la forza, l’universo.
Alcuni lo disegnano con un’apertura nel cerchio, mentre altri lo chiudono. L’apertura potrebbe simboleggiare che questo cerchio non è separato dal resto delle cose, ma fa parte di qualcosa di più grande.
(…)

L’Enso è metafora dello Zen assoluto, la vera natura dell’esistenza e dell’illuminazione, si tratta di un simbolo che unisce il visibile e il nascosto, il semplice e il profondo, il vuoto e il pieno. Come espressione di infinito ha collegamenti con il lemniscata occidentale (immagine a sinistra) che simboleggia, appunto, questo concetto.

Come già accennato può essere dipinto in modo che vi sia una leggera apertura in qualche parte del cerchio, mostrando che non si contiene in sè, ma che si apre all’infinito.

Quindi non solo un semplice cerchio disegnato con un’unica, ampia, pennellata, ma il simbolo dell’infinito, vuoto, la ‘non-cosa’, il perfetto stato meditativo Satori (l’esperienza del risveglio, inteso in senso spirituale, nel quale non ci sarebbe più alcuna differenza tra colui che si “rende conto” e l’oggetto dell’osservazione).

http://www.cultorweb.com/Enso/EC.html

No complain please

In colonna in macchina questa mattina pensavo a chi ha deciso che la vita deve essere “sofferenza” e fatica.

Si… andare a lavorare è una gran rottura e meglio sarebbe starsene a Capo Verde, Isola di Sal, all’Odjo d’Agua a prendere il sole e sentire le onde, fotografare il mare, la sabbia e l’ infinito… poi andare a pranzo con Sofia e spettegolare… ma son qui, in colonna con altri pirla che, mentre il giorno nasce, aspettano il loro turno.

E che rottura di palle quando apri gli occhi e ti vedi quindici mail che aspettano risposta.

E che noia i giorni sempre uguali e a volte un po’ diversi solo se ti capita un grattacapo o una noia…

A volte basta cosi poco per sentirsi “figli delle stelle” nonostante tutto… un vaffa ben piazzato, un sorriso stiracchiato che diventa naturale dopo che ci hai provato, un caffe caldo e dolce, una notifica sul telefono… piccole cose che fanno bene agli atomi celesti di cui siam composti.

Un “grazie” perché il collega è afono o la mamma ti ha preparato il brodo, o perché hai trovato parcheggio senza sbatterti troppo, oppure perché il 19 aprile si avvicina.

Oppure c’è qualcuno che ti ama, lassù o quaggiù… a due o quattro zampe… o magari che ti guarda dallo specchio.

Non sopporto chi è di cattivo umore cosi… a prescindere.

Non sopporto la gente che si lamenta.

Non sopporto chi ama soffrire perché non sa vivere altrimenti.

Stop complain.

ilmagodiozblog

Quali che siano le vostre sofferenze e le vostre difficoltà, non andate dagli altri a lamentarvi e non assumete un’aria cupa; cercate invece di accendere in voi delle lampade. Sì, più le cose vanno male, più dovete accendere delle lampade. Perché allora, sapete cosa accadrà? Da tutte le parti verranno persone attirate da quella luce, e vi diranno: «Vorremmo tanto aiutarvi. Di che cosa avete bisogno?». E vi dirò di più: ben presto non saprete più cosa fare con tutti i servigi che gli altri vorranno rendervi… semplicemente in virtù della vostra luce!
Le persone credono che i loro guai possano toccare il cuore degli altri, e allora li raccontano, li esagerano perfino, nella speranza di ottenere aiuto e soccorso. Ma coloro ai quali si impongono tali racconti hanno un unico desiderio: darsi alla fuga! Sì, purtroppo è così. In queste condizioni è raro farsi ascoltare, perché soltanto la bellezza…

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16 gennaio

“L’ ossessione”

Implacabile fame d’infinito

Che dall’infinito chiede solo

D’esser, d’amore divorati

(Equilibristasquilibrato)

ilmagodiozblog

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“La rosa profonda”

La rosa,
la rosa immarcescibile che non canto,
quella che è peso e fragranza
quella dell’oscuro giardino della notte fonda,
quella di qualunque giardino e qualunque sera,
quella che risorge dalla tenue
cenere per l’arte dell’alchimia,
la rosa dei persiani e di Ariosto
quella che è sempre sola,
quella che è la rosa delle rose,
il giovane fiore platonico,
l’ardente e cieca rosa che non canto,
la rosa irraggiungibile.

(J. L. Borges)

Equilibristasquilibrato devoted

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