Mandala

Mi domando come è il mandala che mi è dato da realizzare. 

Quale e come è il mio “spazio sacro”… un fiore, una finestra o che altro? E dove sta l’ energia che devo raccogliere per mettere insieme tutte le forze ed i colori, ciò che in me sa cosa sono, dove vado e cosa cerco, il mio centro esistenziale, la guida e il tutore, il senso segreto e la ricerca.

La mia vita segue un progetto, un modello che il mio Sé aveva in serbo… o forse no… ed ecco perché ora sono qui a curare una distorsione, un inquietudine che si manifesta come insoddisfazione, angoscia  e bisogno di qualche cosa.

Un’ energia negativa che non se ne va e non trova la sua strada.

Cerchiamo tutti l’ Uno, la nostra realizzazione col Tutto.

Poi ci soffiamo sopra e vola tutto via.

Anche i galli cantano fuoritempo

Mi avviluppo nei miei pensieri: come lenzuola strette che si attorcigliano intorno alle gambe, mi immobilizzano il cuore. 

E più mi giro e più penso e più i miei movimenti diventano difficoltosi. 

E cosi i pensieri finiscono in una palude di fango che mi tira verso il basso.

E li, immobile tra pieghe che mi avvolgono in un sudario che mi opprime, come fa una crisalide, ascolto un gallo che canta alla luna.

Strano gallo che canta fuoritempo svegliando le galline, distorcendo il ritmo ed il tempo, falsando la percezione del mondo ed il ruoli naturali.

Arriverà il mattino ed i pensieri impalliranno come le stelle. L’ azione è nemica dei pensieri e le piccole noie quotidiane hanno sempre la meglio sulle domande. Il collega fastidioso e paraculo diventa il feticcio contro il quale scatenare la potenza nascosta di un pensiero represso e di domande senza risposte. Non si fa o forse si… dietro le pieghe di un sorriso fa meno male, ne son convinta.

Ognuno ha le proprie tecniche di sopravvivenza, ognuno ha le proprie strategie per resistere nel bozzolo. Ogni fine un nuovo inizio, basta aver pazienza perché ogni cosa ha il suo tempo.

Immobile, girando sul mio centro lascio che i pensieri si sviluppino senza ritegno e si moltiplichino incontrollati. Entropia. 

Forse il gallo canta alla luna per vendicarsi, chissà…

Intanto io mi ritraggo nei miei pensieri senza domande e senza risposte, lasciando che mi vortichino intorno. Cercando la pace nell’ immobilità finta di un vortice.

Strani pensieri senza capo né coda per sensazioni che mi imprigionano con domande che non ho voglia di farmi. Con risposte di cui non mi importa il senso e neanche il contenuto se non fosse che mi fanno star qui sveglia aspettando il mattino.

Intanto anche il gallo si è rimesso a dormire. O forse il padrone gli ha tirato il collo. 

Giri e rigiri

A volte non capisci.

Sei tu che non capisci o sono cose nelle quali non c’è nulla da capire ma solo lasciare andare. Non sforzarsi neanche di comprendere ma osservare, asetticamente e andare oltre.

Della serie fottitene e vai avanti come meglio vuoi o riesci.

Sbagli tu o sbaglia il resto? Si sbaglia, poi?

Come se tutto questo non fosse che una grande danza di primavera sui fiori, sulle parole, sulle azioni, sulla vita…. su quello che va e che viene. Un valzer leggero, insomma… una danza che balliamo per noi stessi e con chi ci capita a tiro. Uno svolazzare di sottane e di sguardi accennati come promesse che già sai non verranno mantenute. Ma è un gioco, niente più di passi accennati e suadenti che durano il tempo della musica.

In fondo quanto importa sapere dove andare o voler seguire i segni o la via, il sentiero…

Trattenere o cercare… trovare… in fondo che senso ha?

Il senso ed il peso delle emozioni. E quale è la differenza tra emozioni e sentimenti?

Non è fin troppo scivoloso il fondo sul quale poggiamo i piedi?

Perché farsi domande? Giuste o meno che possano essere…

Perché darsi risposte? Il più delle volte ci inganniamo mentre leggiamo i fondi del the o le carte.

Mentiamo a noi stessi anche mentre giuriamo di dire la verità.

Perciò il saggio si attiene alla pratica del non-fare ed esercita un insegnamento senza parole. Tutte le cose nascono, ed egli non le rifiuta; vivono, ed egli non se ne appropria; esistono, ma non vi fa affidamento. Nell’ opera compiuta non dimora.

(Cit.)

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Bollicine

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i liberi pensieri.

Caleidoscopio.

nascono nel buio mentre la testa gioca a nascondino col cuore. ridacchiano e si cercano in ogni angolo della stanza buia e sotto i baffi del gatto che fa le fusa. Si liberano nell’ aria leggeri ed inconsistenti. pieni di quel nulla che li rende lisci e brillanti. Roteano a testa in giù sfidando la gravità perché tanto niente li può tenere li, ancorati alle spalle stanche della fatica di ogni giorno. Li osservi da sotto le ciglia abbassate mentre si avvicinano pericolosamente al soffitto, ignari del fatto che non si può scappare dal quadrato in cui è rinchiusa la nostra circonferenza. Ti scappa uno sbuffo dalle labbra socchiuse e cambian direzione mentre il viola brillante della superficie diventa rosa e poi giallo e poi un verde di erba novella. Si gonfiano di aria compressa ed esplodono contro il soffitto in mille caleidoscopiche schegge soffuse di indaco che luce di luna accarezza passando attraverso le tende e diventano cosi sogni destinati a morire nel trillo della sveglia che suona. 

(venuta cosi… su ispirazione di carlo b.)