Giustizia

Parte 2.

Mia figlia vive a Sal, Santa Maria. E da più di un anno era assunta da una sedicente società che opera nel ramo immobiliare turistico il cui tirolare, alla resa dei conti, è più simile ad uno squallido Cetto La Qualunque espatriato che ad un imprenditore.

Non sto e non voglio dissertare sulla responsabilità morale e civile dell’ essere imprenditore perché pochi sono i nomi eccellenti in una professione che è più una “missione”.

Pullulano invece, in questo ramo ed in quest’ ambiente, i Cetto La Qualunque immorali e privi di ogni scrupolo.

Da più di un anno mia figlia lavorava presso questa “primaria” società di intermediazione turistica immobiliare a Santa Maria sull’ isola di Sal con un regolare contratto e retribuita con 480 euro al mese per 44 ore di lavoro settimanali ma in realtà pure con richieste illegittime di reperibilita a qualunque ora e per qualunque motivo e straordinari alle due di notte pagati un’ inezia. Viveva cosi (in condizioni economiche “standard” per questa realtà) da inizio novembre, cioè dall’ inizio della stagione turistica a Capo Verde.

Ora, sfinita da un lavoro e da un ambiente nel quale non riusciva più a stare, se non a rischio della salute, ha dato le dimissioni.

Con il risultato che sull’ ultima busta paga le è stato sottratto indebitamente il 70% circa dello stipendio.

La motivazione della trattenuta sembra essere “insegnamento: chi sbaglia paga” ma quale siano l’ errore, le prove della responsabilità e la legalità dell’ azione nessuno lo sa. Abbiamo richiesto una lettera scritta ma non ci è stata data neppure una risposta alle richieste.

In questo momento non posso far nulla: devo raccogliere le carte e sentire l’ associazione sindacale per definire il perimetro legale dell’ azione.

Di certo da subito posso diffidare chi mi legge dal recarsi a Sal utilizzando i servizi turistici di questa società: non esiste solo il consumo consapevole ma anche il turismo responsabile.

E turismo responsabile vuol dire utilizzare operatori che non agiscono nello sfruttamento del lavoratore ed in particolare di ragazzi che hanno scelto di vivere e lavorare lontano 6.000 chilometri da casa bianchi per i loro squallidi fini economici e tornaconto.

A chiunque volesse informazioni posso dare i  miei “consigli” in privato, per ora.

Per il resto utilizzerò il web per lanciare il mio grido di vendetta di madre e lavoratrice affinché simili speculatori ed ignobili briganti possano essere “puniti” su quello che rappresenta il punto focale dei loro interessi: il denaro.

Grazie a tutti per la solidarietà.

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27 Replies to “Giustizia”

    1. Ha gia un altro lavoro e lei è molto brava. Hai ragione: che schifo. Ed infatti non passa… 😊😊😊 grazie mille per diffondere se e come ritieni possibile… io sono qui disponibile a qualunque contatto privato

  1. purtroppo quel genere di persone meriterebbero giustizia, invece vivranno attendendola probabilmente più del dovuto… non so quanto si possa fare perchè la società economica è costruita per tutelarle… la cosa più concreta che mi viene in mente è non servirsi mai di loro e diffondere la voce affinchè le persone possano fare altrettanto… temo sia l’unico modo per combatterli… non alimentarne il mercato che li tutela!!!!

    1. Esatto. Ed è quello che faccio e che farò. Utilizzero il web e tutti i mezzi che riterro utili. Per me, per sofia che comunque già lavora in un altra azienda, e per chi è trattato nello stesso modo… grazie erik

  2. che ….. schifo e daltro per non dire……….
    questi poveri ragazzi che ci mettono tanto impegno e li chiamano anche con nomi immeritati, anzichè dar loro possibilità concrete

  3. Ma quanti ancora continueranno a cavalcare l’onda lunga della crisi? Da quando ha iniziato a muovere i primi dannosi passi nella società, ho visto persone e imprenditori seriamente disperati di non riuscire più a mantenere promesse e pagamenti, ma dall’altra parte (larga parte, purtroppo) ci sono quelli che invece hanno approfittato del momento, licenziando a raffica, delocalizzando, offrendo contratti ridicoli al grido di “se non ti sta bene, ne trovo altri mille”.
    Nascondersi dietro a questa facciata è meschino e anche abbastanza imbecille, il danno che è stato fatto al mercato del lavoro, e non solo, è atroce proprio grazie a questi individui.
    Tua figlia ha avuto un gran coraggio, bisogna riuscire a dire basta, a non abbassare sempre la testa di fronte ai soprusi o potranno solo peggiorare.
    Ma da una mamma come te, non penso ci si sarebbe potuto aspettare di meno 😉

  4. Ogni mondo è paese. Ha fatto bene a lasciare e quello che poi hanno fatto fa capire che razza di gente era. Certo tuto questo fa tanta tristezza.

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