– 188

Dobbiamo prefiggerci come scopo, non di raggiungere la sicurezza, ma di riuscire a sopportare la mancanza di sicurezza.

(Erich Fromm

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– 191

Mancano 191 giorni a poi sarò nonna e, all’ ombra del numero palindromo,  mi interrogo silenziosamente su quanto sto rincoglionendo mentre condivido la foto della creatura con le innumerevoli zie che si ritroverà. E via un diluvio di urletti ed emoticon whatsappate.

Non so quanto sia ingrassata mia figlia né se soffra ancora di nausee… capita a tutte, mica bisogna far le vittime, le dico… perché tutto il mio amore è per quell’ essere grande come un kiwi. Non ho doveri educativi io, ma solo ed esclusivamente egoistici e ludici perché dovrò difenderla dal mondo e farla stare talmente tanto bene perché possa essere l’ essere più schifosamente felice del mondo.

Guardo l’ ecografia e mi commuovo come e più di quello che ho mai fatto con quelle dei miei figli.

Mi guardo allo specchio e mi stupisco di ritrovare il senso di maternità che pensavo di aver smarrito in conseguenza all’ ultimo crash automobilistico di Giacomo.

Mi dico che sarà femmina (per forza) con la pelle ambrata del padre e gli occhi cerulei del trisavolo. I capelli ricci e ribelli ed il carattere di merda della madre. Che nessun nonno o genitore avrà il diritto di dividerla con me. 

Che io e lei ci sfonderemo di struscio sotto il cielo della Milano più bella. Vicine vicine, passeggino alla mano dilapideremo patrimoni in gelati e giostre negandoci ai telefoni ed ai messaggi di chiunque possa intralciare il nostro cavalcare la vita.

Cosi cool e cosi zen da fare invidia.

Mi sa che è meglio che mi riposi e che da domani riprenda a far mio il pensiero di altri.

– 192

La vita è l’ anello stretto che ci tiene prigionieri, il cerchio invisibile che mai oltrepassiamo, la vita è la felicità prossima che ci sfugge, e mille passi che non ci decidiamo a fare. La vita è disprezzarsi stando immobili sul fondo di una sorgente e sapere che il sole splende di sopra e uccelli dorati attraversano l’ aria e i giorni sfrecciano veloci. La vita è un breve cenno d’ addio per poi andare a casa a dormire… La vita è essere a se stessi degli estranei, e una nuova maschera per chiunque altro arrivi. La vita è maltrattare la propria fortuna e respingere l’ unico momento, la vita è credersi deboli e non osare…

( E. I. Sodergran )

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– 193

Molte volte ho studiato

la lapide che mi hanno scolpito:

una barca con vele ammainate, in un porto.

In realtà non è questa la mia destinazione

ma la mia vita.

Perché l’amore mi si offrì e io mi ritrassi dal suo inganno;

il dolore bussò alla mia porta, e io ebbi paura;

l’ambizione mi chiamò, ma io temetti gli imprevisti.

Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita.

E adesso so che bisogna alzare le vele

e prendere i venti del destino,

dovunque spingano la barca.

Dare un senso alla vita può condurre a follia

ma una vita senza senso è la tortura

dell’inquietudine e del vano desiderio –

è una barca che anela al mare eppure lo teme.

(Antologia di Spoon River, E. L. Master)

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– 194

GRIFFY IL BOTTAIO

Il bottaio dovrebbe intendersi di botti. 

Ma io conoscevo anche la vita, 

e tu che indugi tra queste tombe 

pensi di conoscere la vita.

Credi che il tuo sguardo

comprenda un ampio orizzonte, forse,

in realtà stai solo guardando intorno

all’interno della tua botte. 

Non puoi tirarti su fino al bordo

e vedere all’esterno il mondo delle cose, 

e nello stesso momento vedere te stesso.

Sei sommerso nella botte di te stesso —

tabù e regole e apparenze, 

sono le doghe della tua botte. 

Spezzale e dissolvi l’incantesimo 

di credere che la tua botte sia la vita! 

E di conoscere la vita!

(Antologia di Spoon River, E. L. Master)

– 199

Ciò che misura la virtù di un uomo non sono gli sforzi, ma la normalità.

(Blaise Pascal)

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Badi vostra grazia, che quelli laggiù non sono giganti, ma mulini a vento, e quelle che supponete braccia, sono le pale che, fatte girare dal vento, muovono la macina del mulino.

(Miguel de Cervantes)

– 201

Tutte le cose sono in travaglio

e nessuno potrebbe spiegarne il motivo.

Non si sazia l’ occhio di guardare

né mai l’ orecchio è sazio di udire.

Ciò che è stato sarà

e ciò che si è fatto si rifarà;

non c’è niente di nuovo sotto il sole.

(Qoelet 1, 8 – 9)

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– 202

Thomas Stearns Eliot

Per arrivare dove siete,

per andar via da dove non siete, per arrivare là,
dovete fare una strada nella quale non c’è estasi.

Per arrivare a ciò che non sapete
dovete fare una strada che è quella dell’ignoranza.

Per possedere ciò che non possedete
dovete seguire la via della rinuncia al possesso

Per arrivare a quello che non siete
dovete andare per la strada nella quale non siete.

E quello che non sapete è la sola cosa che sapete
E ciò che avete è ciò che non avete
E dove siete è là dove non siete.

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