– 129

E’ Natale da fine ottobre. Le lucette si accendono sempre prima e sono sempre più intermittenti. Io vorrei un dicembre a luci spente e con persone accese.

(C. Bukowski)

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“Sono nel mondo, sono del mondo, agisco nel mondo. Sono
in me, sono di me, agisco in me. Separata e unita nello stesso tempo,
minuscolo ingranaggio di una macchina cosmica, collaboro, ricevo e do,
assorbo e distribuisco. La mia nudità è totale: nessun principio mi
guida, nessuna legge che non sia quella naturale.


Se dico “ sono” è perché nell’ infinita molteplicità degli esseri e
delle cose ho trovato il mio posto, nel mondo e in me stessa, non ha
importanza dove. Non ho bisogno di cercare, non ho nessuna immagine di
me stessa, sono al mio posto. Qui e ovunque, volontariamente legata.


Sono in ciascuna particella di polvere, in ciascun territorio, in
ciascun corso d’ acqua, in ciascuna stella, in ciascuna parte del mio
corpo. E come faccio a non rispettare il mondo, le mie ossa e la mia
carne? Tutta questa materia non mi appartiene, mi è stata data in
prestito soltanto per un frammento di tempo. E la rispetto perché è il
mio tempio, il tempio dove risiede il Dio impensabile. Lo spirito è
materia, e la materia è spirito, l’ universo nasce ed esplode
costantemente, e al suo centro, là dove mi sono inginocchiata, io sono.


Se dico “sono lì”, intendo dire “sono in ciò che sostiene qualunque
vita”, nella fonte incessante di energia che distribuisco con la mia
mente, il mio cuore, il mio sesso. Energie di una purezza sublime che,
sbocciando da me, ripuliscono il mondo. Restituisco il profumo all’
atmosfera, la dolcezza alle acque dei fiumi, la fertilità alla terra e
la vita a tutti gli oceani. Non esiste un solo luogo nel cosmo in cui
non sia presente.


In ogni attimo, non abbandono mai il presente. Nulla può incatenarmi,
ne’ il passato ne’ il futuro. Ne’ i sentimenti ne’ i progetti.
Costante, fedele al mio posto, ricevo e do. E quando dico “sono del
mondo e di me stessa” significa che mi abbandono senza reticenze,
eliminando alla radice ogni critica. Non giudico. Amo e servo.


Non mi allontano mai, neanche per lo spazio dello spessore di un
capello; appartengo, quindi venero, obbedisco. Perciò sono nuda, nuda
come un albero, un uccello o una nuvola. Sono del mio corpo, della mia
carne e del mio sangue; essendo, mi è impossibile abbandonare o
abbandonarmi a me stessa. Come non amare ciò che mi possiede
amorosamente?


Così come mi do alla terra, mi do alla mia carne e alle mie ossa. Così
come mi affido agli oceani, mi affido al mio sangue. Così come mi
abbandono all’ aria, mi abbandono alla mia pelle; così come mi
raccomando alle stelle, mi raccomando ai miei capelli. E colma di
questo amore di schiava, raggiante, agisco sul mondo e su me stessa.
Agisco, vale a dire vado con il mondo, eliminando gli ostacoli,
trasmettendo l’ energia che mi arriva da oltre le stelle. Mi limito ad
arricchire e a purificare, a nutrire, a comprendere, e a purificare.
Inoltre agisco su me stessa: mi apro a tutti gli infiniti, lascio
circolare in tutti i pori della mia pelle l’ alito degli dèi. Mi lascio
attraversare da tutti i misteri. E al centro del mio ventre, divenuto
infinito, ricevo e lascio nascere la luce nella sua interezza”.

(“La via dei Tarocchi”, Alejandro Jodorowsky – Arcano XVII)

Benvenuta piccola Stella!

 

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